La nostra intenzione è di rendere questa sezione più completa possibile cercando, col tempo, di non trascurare il minimo particolare sulla patologia più subdola e controversa dei conigli. Nel frattempo abbiamo preferito dare la precedenza alla pubblicazione della nuova edizione del sito del CS, promettendo di completare ed ampliare questo argomento con dati e immagini prima possibile.
Intanto ecco una chiara relazione sull'encefalite che ci è stata gentilmente concessa dal dr. Sergio Silvetti, che ringraziamo.
Introduzione
L'agente eziologico dell'encefalitozoonosi si chiama Encephalitozoon
cuniculi (conosciuto precedentemente come Nosema cuniculi).
É un micro organismo della Famiglia dei Microsporidi, che per sopravvivere
deve parassitare le cellule dell'ospite infettato. La sua corretta classificazione
tassonomica non è ancora del tutto chiara; sembra che ultimi studi
collochino Encephalitozoon in una classe altamente specializzata della
Famiglia dei funghi (Giordano C. et al).
La prima segnalazione di un caso riconducibile ad infestazione da Encephalitozoon,
risale al 1922 ad opera di Wright e Craighead che definirono le lesioni
trovate come “lesioni incidentalmente e, presumibilmente accidentali”,
definizione che tutt'oggi calza ancora perfettamente.
Il parassita non colpisce solo il coniglio ed i Lagomorfi, ma è
stato segnalato in diverse altre Specie di Animali quali cavie, topi,
criceti, pecore, maiali, cani, gatti, volpi blu, primati e uccelli.
É stato identificato come patogeno opportunista dell'Uomo in corso
di malattie che debilitano gravemente il sistema immunitario del soggetto
(AIDS, malattie croniche, ecc.).
Trasmissione
La trasmissione avviene principalmente tramite ingestione di cibo contaminato
da feci e soprattutto urine contenenti le spore. Una volta nell'intestino
il parassita penetra all'interno delle cellule ed inizia una prima replicazione
e la distribuzione nell'organismo infettato verso gli organi bersaglio
rappresentati da cervello, reni, cuore e, occasionalmente, fegato.
Dopo 4-6 settimane dall'infezione, compaiono in circolo gli anticorpi
ed inizia l'eliminazione delle spore con le urine, fonte di infezione
per gli altri conigli. Il coniglio può contrarre la malattia non
solo dai compagni di gabbia, ma anche da roditori o conigli selvatici.
Se l'infezione avviene quando la coniglia è gravida, il parassita
si può localizzare anche all'interno del cristallino nell'occhio
del feto, di conseguenza dopo la nascita si verifica un'infiammazione
dell'iride ed una cataratta (che consiste in un opacamento del cristallino,
la lente trasparente dell'occhio).
Un coniglio da compagnia alloggiato in casa, senza contatti con altri
animali, ha poche probabilità di infettarsi.
Cessata la produzione di spore, il coniglio non è più infettante,
ossia non è più in grado di trasmettere la malattia. E'
improbabile che un coniglio adulto sano sia contagioso (vale a dire, che
elimini il parassita con le urine). I conigli sotto i quattro mesi di
età possono invece aver contratto il parassita dalla madre e quindi
possono essere eliminatori di spore con le urine, anche in assenza di
segni clinici evidenti. Pertanto è una buona norma di profilassi
tenere isolati i coniglietti appena acquistati da eventuali altri conigli
presenti in casa, finché non hanno raggiunto i 5 mesi di età.
Sintomi clinici
I segni clinici causati da E. cuniculi sono alquanto variabili; ci sono
numerosi casi che nonostante l'infezione sono completamente asintomatici,
sino ai più gravi sintomi che conducono alla morte del soggetto
molto rapidamente. Il più comune sintomo in corso di encefalitozoonosi
è la manifestazione di disturbi neurologici, il famoso coniglio
dalla testa ruotata, o torcicollo, seguito in ordine percentuale, da problemi
renali ed oculari.
La sintomatologia acuta è l'esito della rottura delle cisti che
il parassita forma una volta raggiunti gli organi bersaglio; si assiste
ad una infiammazione imponente dei tessuti circostanti e allo sviluppo
dei sintomi.
I sintomi a carico del Sistema Nervoso Centrale possono variare molto:
si possono osservare incoordinazione motoria, movimenti anomali degli
occhi (nistagmo), tremori degli arti o parti del corpo quando l'animale
è a riposo sino a convulsioni e, come detto precedentemente, alla
morte improvvisa. Anche il “torcicollo” riconosce diversi
gradi di gravità: dalla semplice lieve inclinazione della testa
sino all'incapacità di mantenere l'equilibrio.
Questi sintomi comunque, non sono esclusivi dell'encefalitozoonosi, ma
altre patologie come l'infezione da Pasteurella, da Toxoplasma, otiti
esterne, traumi, neoplasie possono portare a sintomi neurologici perfettamente
sovrapponibili a quelli di Encephalitozoon cuniculi.
Diagnosi
La diagnosi certa di infezione da E. cuniculi nell'animale in vita, è
solo presuntiva; questo significa che per evidenziare il parassita si
deve ricorrere all'esame istologico dei tessuti coinvolti e si capisce
immediatamente che l'esame del Sistema Nervoso Centrale non può
avvenire nell'animale vivo ma solo in sede necroscopica ed eseguito da
laboratori specializzati.
Tuttavia esiste la possibilità di eseguire un prelievo di sangue
per eseguire la titolazione degli anticorpi prodotti verso E. cuniculi.
Questo test, anche se suggestivo, non rappresenta una diagnosi certa,
indica solo che l'animale è entrato in contatto con il parassita
ma non necessariamente è la causa dei sintomi osservati al momento.
E' stato dimostrato sperimentalmente che non c'è una relazione
diretta tra la presenza di anticorpi e la presenza del parassita nel tessuto
cerebrale, tra la quantità di anticorpi (il titolo anticorpale)
e la quantità di parassiti presenti e tra il titolo anticorpale
e la gravità dei sintomi osservati. Uno studio condotto negli Stati
Uniti ha dimostrato la presenza di anticorpi contro E. cuniculi nell'80%
dei conigli da compagnia normali. Tutto ciò rende l'interpretazione
dei test sempre molto complessa.
L'utilità del test è invece indubbia se il risultato è
negativo, poiché permette di escludere l'encefalitozoonosi dalla
lista delle diagnosi differenziali.
Terapia
E' importante sottolineare che i farmaci utilizzati possono eliminare
il parassita dall'organismo infettato, ma non possono riparare le lesioni
che questo ha provocato (lesioni granulomatose nel Sistema Nervoso Centrale),
è quindi di fondamentale importanza l'intervenire il più
precocemente possibile per prevenire l'insorgenza di lesioni irreversibili.
Non esistono farmaci registrati per la terapia dell'encefalitozoonosi
del coniglio. I farmaci comunemente impiegati appartengono ad una Famiglia
di farmaci antiparassitari registrati per l'uso nell'uomo e per altri
animali (bovini, cani e gatti), i farmaci benzimidazolici: albendazolo
e fenbendazolo. Questi farmaci, si sono rivelati efficaci e virtualmente
privi di gravi effetti collaterali; l'appetito viene considerato un valido
indicatore della prognosi: i conigli che continuano ad alimentarsi, seppure
con qualche aiuto da parte del proprietario, solitamente guariscono. Quelli
che rifiutano il cibo difficilmente superano la malattia.
Durante la fase acuta, in presenza di animali che rotolano appena tentano
di muoversi o con vere e proprie crisi convulsive in atto, è indicato
l'uso di farmaci sedativi come le benzodiazepine, unito all'impiego di
farmaci antinfiammatori quali corticosteroidi (l'uso è ancora dibattuto)
e FANS.
La terapia chirurgica è invece riservata solo in caso di coinvolgimento
oculare (uveite facoclastica), mediante l'asportazione del cristallino
o l'enucleazione del globo oculare (meglio se dopo la risoluzione della
fase acuta).
I sintomi possono regredire completamente, oppure può permanere
una deviazione della testa da un lato (il cosiddetto "torcicollo")
più o meno pronunciato. Nonostante il torcicollo, il coniglio è
di solito in grado di condurre una vita pressoché normale e felice,
e non va quindi presa in considerazione l'eutanasia solo per la presenza
di questo sintomo..
Se altri conigli sono venuti in contatto con il soggetto infetto, è
buona norma trattare preventivamente tutti con i farmaci illustrati prima
vista l'estrema facilità con cui si trasmette il parassita.
Un consiglio molto utile è la pulizia e la disinfezione della gabbia,
delle aree dove il coniglio ha soggiornato e dove è andato ad urinare
e tutte le sue suppellettili con candeggina, vapore a pressione, prodotti
a base di fenoli. Questi prodotti sembrano essere gli unici efficaci nell'eliminazione
delle spore dall'ambiente.
Sergio Silvetti DVM
socio SIVAE-AEMV-EVT
via per Armeno n°1
28010 Miasino (No)
Bibliografia
Textbook of rabbit medicine, Frances Harcourt-Brown
Primo Incontro SIVAE, 19/20 Marzo 2005, Problemi urogenitali negli Animali
Esotici; l'encephalitozoonosi nel coniglio: tutto (o quasi) quello che
avreste voluto sapere e che forse non vi hanno mai detto, D'Acierno Dr.
Massimo
L'infezione da Encephalitozoon cuniculi nel coniglio da compagnia,
Marta Dr. Avanzi, aaeweb.net
Un'indagine su Encephalitozoon cuniculi in colonie di coniglio in
Elazig, Turchia: pathomorphologic e serologic studies (carboimmunoassay
test), Y. Eroksuz, H. Eroksuz, H. Ozer, A. ÇCevik, O.Unver