Blocchi gastrointestinali

Iniziamo subito col dire che i blocchi gastrointestinali non sono una patologia del coniglio ma un sintomo di numerose patologie, a volte neppure del sistema digestivo stesso. Le cause possono quindi essere innumerevoli, ma quasi sempre la dieta influisce pesantemente.

Il blocco intestinale, in senso stretto, è una riduzione più o meno grave della motilità intestinale accompagnata da una serie di reazioni causa-effetto che portano rapidamente ad un peggioramento della situazione.

LIPIDOSI EPATICA.
Normalmente, la concentrazione nel sangue degli acidi grassi liberi prodotti dalla fermentazione ciecale è controllata dal fegato che li metabolizza liberando energia. Durante i periodi di digiuno viene a mancare il glucosio necessario alla flora batterica per attivare la fermentazione per cui crolla la concentrazione degli acidi grassi. L'organismo comincia allora ad utilizzare massivamente i grassi ottenuti dai tessuti adiposi per ottenere energia, ma la degradazione degli acidi grassi causa un accumulo di prodotti di scarto, detti corpi chetonici, tossici e non metabolizzabili dal fegato. Intanto gli acidi grassi liberati dai tessuti adiposi sovraccaricano il fegato. L'accumulo di grasso nelle cellule epatiche impedisce il flusso della bile con conseguente insufficienza epatica, quasi sempre fatale.

Il blocco intestinale è un sintomo piuttosto comune nei conigli, spesso causato da fattori non fisiologici (stress, disagio, cambi improvvisi di dieta...) e in questi casi piuttosto facilmente risolvibile. D'altro canto, se la giusta diagnosi non viene fatta in tempi piuttosto brevi, abbiamo visto come le cose possano precipitare molto in fretta. Visto il rapido metabolismo dei conigli e soprattutto la velocità con cui può alterarsi l'equlibrio della flora batterica, anche da un semplice blocco causato da uno spavento, possono svilupparsi presto partologie molto gravi. É estremamente importante, quindi, un pronto riconoscimento del problema e l'inizio di un'adeguata terapia entro i primi due giorni dalla comparsa dei sintomi.

Ecco i primi segnali di allarme da non sottovalutare:

In questi casi non esitare a rivolgersi ad un veterinario esperto. Una buona capacità di palpazione permette di individuare la posizione e l'entità del blocco e di procedere con una terapia mirata ed efficace.

 

Prevenzione

La miglior prevenzione per i blocchi intestinali è il mantenimento di una giusta dieta.

Stimolazioni del sistema nervoso simpatico [stress, paura, dolore] inibiscono la motilità: evitare inutili spostamenti, bruschi cambiamenti di vita e alimentazione, incontri stressanti con altri animali o bambini troppo vivaci ed ogni altra possibile fonte di stress.

 

Trattamenti

Reidratazione. In condizioni normali di salute, l'acqua fa parte di un equilibrato sistema di assorbimento-secrezione attraverso le pareti del tratto digestivo. Durante la fase delle feci dure l'acqua è secreta dallo stomaco e dal colon prossimale e riassorbita dal cieco e dal colon distale. Durante un blocco non c'è più acqua da assorbire a valle dell'ostruzione, di conseguenza ne diminuisce la secrezione e la disitratazione diminuisce ulteriormente la motilità. La reidratazione è quindi un elemento indispensabile della terapia. In genere è consigliato un trattamento con Ringer Lattato [acqua, elettroliti, minerali] per iniezione sottocutanea.

Alimentazione forzata. Bastano 2-4 giorni di digiuno per compromettere irrimediabilmente la funzionalità epatica del coniglio. Quando il coniglio smette di nutrirsi per più di 24 ore occorre intervenire forzando l'alimentazione. In genere sono indicati frullati di verdura fibrosa e acqua somministrati con apposite siringhe da alimentazione forzata. L'ananas fresco è un ottimo stimolatore della motilità. Come sempre è indispensabile il parere di un veterinario esperto perché in determinate condizioni, come ad esempio uno stomaco impattato e gonfio, l'alimentazione forzata può essere addirittura dannosa. In questi casi sono preferibili flebo di liquidi e nutrienti.

Analgesia. Il coniglio che prova dolore smette subito di alimentarsi. Un'adeguata terapia analgesica è indispensabile.

Farmacologia. É la parte più importante del trattamento. Si tratta in genere di un cocktail di farmaci calibrato sul tipo, la gravità e la posizione del blocco: iniezioni di procinetici che agiscono a diversi livelli dell'apparato digerente, antibiotici se si sospetta infezione batterica, da somministrare preferibilmente per via iniettabile, epatoprotettori per sostenere il fegato. La via iniettabile è sempre preferibile sia per preservare lo stomaco, sia perché ha azione più rapida.

Chirurgia. La rimozione chiururgica di ostruzioni gastrointestinali è sempre l'ultima spiaggia essendo un'operazione complicata, molto invasiva e dal postoperatorio particolarmente difficile. In genere è eseguita solo per rimuovere corpi estranei ingurgitati.