La maggior parte delle patologie che coinvolgono il sistema gastrointestinale sono causate dalla dieta e tutte hanno come primi sintomi l'alterazione della normale produzione di feci e l'anoressia... bhè, come del resto quasi tutte le patologie del coniglio!
Il sistema gastrointestinale del coniglio è adattato all'ingestione
e alla lavorazione di granti quantità di fibre. I denti
sono strutturati per tagliuzzare (incisivi) e triturare (molari) le fibre,
con l'aiuto del secreto di grosse ghiandole salivari.
Il bolo alimentare arriva alla fine dell'esofago ed entra
nello stomaco attraverso una valvola muscolare [cardias]
la cui struttura è responsabile del fatto che i conigli non possono
vomitare.
Lo stomaco dei conigli, che non è mai vuoto, secerne
grandi quantità di acqua e succhi gastrici ad acidità molto
alta [1-2 durante la normale digestione].
Il ph dello stomaco dei conigli in allattamento è molto più alto [5-6.5]. Ciò permette ai batteri "buoni" presenti nel latte materno di raggiungere e colonizzare il cieco. Per contro, riescono a passare anche molti batteri patogeni come E. coli. La flora batterica intestinale dei conigli in svezzamento non è quindi ancora stabilizzata ed i piccoli sono soggetti ad enteriti batteriche.
Il bolo attraversa dunque la valvola pilorica, anch'essa
muscolare, e passa al duodeno, composto da un tratto discendente
ed uno ascendente; qui incontra i succhi biliari e quelli pancreatici, quindi
attraversa il primo tratto dell'intestino lungo e sottile [digiuno]
fino ad arrivare all'ileo.
Alla fine dell'ileo inizia la parte più caratteristica del sistema
gastrointestinale del coniglio. Il bolo attraversa la valvola ileocolica
e si trova davanti a un bivio. Da una parte il cieco, un
grosso tubo attorcigliato e avvolto su se stesso che termina con una stretta
appendice; dall'altra il colon ascendente, divisibile per
differenze istologiche, anatomiche e funzionali in quattro parti, nell'ultima
delle quali, il fusus coli, le feci vengono suddivise in
palline da contrazioni della parete muscolare. Seguono il colon
trasverso e il colon discendente, fino al retto
e all'ano.
Lungo tutto questo tragitto il bolo alimentare subisce delle trasformazioni. Dal duodeno all'ileo le pareti intestinali assorbono i nutrienti come avviene negli altri mammiferi, lasciando passare la componente fibrosa. Ma oltre la valvola ileocolica, la paste prossimale del colon discendente è in grado di riconoscere e separare le particelle non più digeribili da quelle ancora metabolizzabili. Le prime, più grandi, attraversano il colon, stimolandone la motilità, e vengono eliminate sotto forma di palline dure e asciutte; le seconde, più piccole, con i fluidi, vengono dirottate nel cieco e sottoposte all'azione della flora batterica ciecale dalla quale si ottengono acidi grassi, subito riassorbiti, vitamine, proteine e minerali.
Le contrazioni muscolari delle pareti del duodeno e del colon che permettono la discesa del bolo sono attivate da un ormone secreto da apposite cellule della parete stessa. I carboidrati contenuti in pane, cereali e simili, inibiscono la sua produzione inducendo quindi ad una diminuzione della motilità intestinale.
All'interno del cieco troviamo un delicato ecosistema di diverse specie di microorganismi il cui equilibrio è strettamente dipendente dalla dieta, dall'età e dalle condizioni di stress del coniglio.
La microflora ciecale è composta da vari batteri aerobici e anaerobici, tra i quali anche alcuni potenzialmente patogeni, come Clostridium, che diventano pericolosi quando l'equilibrio si altera.
I compiti della microflora ciecale.
Il pH del cieco e la composizione della microflora sono strettamente legati. La produzione di acidi grassi volatili ad opera della fermentazione tende ad aumentare l'acidità dell'ambiente, effetto contrastato dalla produzione di fluido alcalino da parte dell'appendice. Significativi spostamenti del pH dal range ottimale (5,7 - 6,1) possono portare ad alterzioni della microflora favorendo la proliferazione di batteri patogeni.
Tutto ciò che rimane all'interno del cieco dopo la fermentazione batterica e l'assorbimento delle sostante nutritive, viene concentrato nei ciecotrofi. Si tratta di feci morbide, umide e fortemente odorose [acidi grassi volatili], ricche di aminoacidi, minerali, vitamine e batteri. Tutte sostanze ancora utilizzabili dall'organismo.
Durante la fase di produzione dei ciecotrofi la fisiologia del cieco e del colon prossimale cambia completamente. Cessano tutte le attività di rimescolamento, ogni contrazione dirige la materia ciecale verso il colon prossimale e da qui, rapidamente, fino al fusus coli dove la massa viene suddivisa in palline incapsulate nel muco. Le feci molli così prodotte vengono divorate di gusto dal coniglio direttamente dall'ano. Il coniglio "avverte" l'arrivo del ciecotrofo grazie alla stimolazione di particolari meccanocettori rettali e al caratteristico odore.
I ciecotrofi vengono espulsi una o due volte al giorno, circa 4 ore dopo i pasti principali, durante la siesta. La digestione dei ciecotrofi è essenzialmente diversa da quella normale. Il ph dello stomaco cambia, aumenta considerevolmente per non danneggiare i batteri presenti nel ciecotrofo. Tutti i nutrienti indispensabili, i batteri e l'acqua vengono riassorbiti dai diversi tratti dell'intestino e gli scarti sono eliminati sotto forma di feci dure.
In condizioni normali non si dovrebbero trovare ciecotrofi sparsi per l'ambiente, ma può accadere che il coniglio non li mangi. In questo caso occorre valutarne i possibili motivi per agire di conseguenza dove possibile.
Fattori meccanici. Motivi per cui il coniglio non riesce fisicamente a mangiare il ciecotrofo.
Fattori fisiologici. Problemi di salute che inibiscono la coprofagia.